La scuola serve a costruire molto più che semplici conoscenze. Aiuta a sviluppare il pensiero critico, la capacità di imparare e di adattarsi, la collaborazione e altre competenze trasversali. L’università e le esperienze successive permettono poi di acquisire competenze più avanzate e specialistiche. Tutto questo contribuisce a formare il capitale umano di una persona.
Il capitale umano ha un valore economico perché consente di produrre reddito attraverso il lavoro. In altre parole, conoscenze, competenze e capacità possono essere trasformate in reddito.
Per una persona giovane, il capitale umano ha generalmente un valore elevato, perché può essere utilizzato per molti anni. Una nuova competenza acquisita a 25 anni può generare benefici economici per decenni; la stessa competenza acquisita a 60 anni ha meno tempo per produrre reddito. Questo non significa necessariamente che con l’età si diventi meno produttivi: significa soprattutto che si riduce il numero di anni durante i quali il capitale umano può ancora essere utilizzato nel mercato del lavoro.
Durante la vita lavorativa, una parte del reddito viene consumata, mentre un’altra viene risparmiata e investita. È attraverso questo processo che una parte dei rendimenti del capitale umano si trasforma in capitale finanziario:
capitale umano → reddito → risparmio → capitale finanziario.
Il risparmio può essere paragonato alla scelta di mettere da parte una parte del raccolto quando la produzione è abbondante, per poterla utilizzare in futuro, quando sarà più difficile produrre.
Da giovani si possiede quindi, in genere, molto capitale umano e poco capitale finanziario. Con il passare degli anni, il capitale umano residuo diminuisce, mentre il capitale finanziario può crescere grazie ai risparmi accumulati.
Verso la fine della carriera e soprattutto durante la pensione, il capitale finanziario assume un ruolo centrale. Non sostituisce direttamente il capitale umano, ma sostituisce o integra il reddito da lavoro che il capitale umano non è più in grado di generare.
Il ciclo di vita può quindi essere visto come un passaggio graduale da una forma di ricchezza a un’altra. All’inizio, la risorsa principale è la capacità futura di lavorare e produrre reddito. Nel tempo, una parte di questa capacità viene trasformata in risparmio e patrimonio. Infine, il patrimonio accumulato serve a sostenere i consumi quando il reddito da lavoro si riduce o viene meno.