La consulenza finanziaria sta attraversando una trasformazione profonda: dal modello tradizionale basato su questionari soggettivi a un approccio fondato sulla scienza delle preferenze rivelate. Questo cambiamento, ispirato al lavoro di Shahar Kariv (Università di Berkeley) e applicato operativamente attraverso la piattaforma Capital Preferences, parte da un’intuizione semplice ma potente: per comprendere davvero un cliente non basta chiedergli cosa pensa farebbe in uno scenario ipotetico, bisogna osservare cosa fa quando si trova di fronte a scelte concrete, anche se simulate.
Per decenni l’industria finanziaria ha utilizzato questionari standardizzati per classificare i clienti in categorie come “conservativo”, “moderato” o “aggressivo”. Questo approccio presenta limiti strutturali rilevanti. Anzitutto, richiede uno sforzo di immaginazione spesso irrealistico: chiedere a un cliente come reagirebbe a una perdita del 20% quando non ha mai vissuto un evento simile produce risposte più aspirazionali che realmente predittive. Inoltre, la logica del cosiddetto bucketing semplifica eccessivamente la complessità individuale: due clienti inseriti nello stesso “contenitore” possono avere sensibilità molto diverse rispetto alla volatilità, alle perdite o all’incertezza. Infine, l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sull’avversione al rischio, trascurando altri trade-off fondamentali, come quelli tra consumo presente e futuro o tra rendimento finanziario e coerenza valoriale.
La scienza delle preferenze rivelate propone un cambio di paradigma: sostituire le parole con le azioni. Il metodo sviluppato da Kariv si basa su solide fondamenta di economia comportamentale e teoria delle decisioni. Invece di rispondere a domande astratte, il cliente partecipa a una breve attività interattiva, una sorta di “galleria del vento” decisionale. Gli viene assegnata una somma virtuale, ad esempio un milione di euro, e gli viene chiesto come allocarla in diversi scenari che implicano guadagni e perdite con probabilità note o incerte. In un tempo molto breve, tra i 60 e i 90 secondi, il sistema raccoglie un numero sufficiente di scelte per mappare con precisione statistica la posizione del cliente sulla frontiera efficiente, valutare la coerenza interna delle sue decisioni e stimare se il suo profilo sia sufficientemente stabile da poter essere supportato da una strategia strutturata. Si tratta di una vera e propria radiografia delle inclinazioni economiche individuali.
La ricerca scientifica mostra che il comportamento finanziario non è guidato da una sola dimensione. Oltre alla classica avversione al rischio, intesa come trade-off tra rendimento atteso e volatilità quando le probabilità sono note, emergono almeno altre due componenti cruciali. La prima è l’avversione alle perdite: le persone soffrono per una perdita più di quanto gioiscano per un guadagno di pari entità, e questa sensibilità tende spesso ad aumentare con l’età. La seconda è l’avversione all’ambiguità, cioè il disagio generato dall’incertezza quando le probabilità non sono chiaramente definite. Molti investitori evitano determinati mercati non solo per la volatilità, ma per la sensazione di non comprendere pienamente il contesto. Una parte di questa ambiguità può essere ridotta attraverso informazione e educazione, e qui il ruolo del consulente diventa centrale.
Anche l’integrazione dei criteri ESG nella consulenza patrimoniale richiede un livello di analisi molto più fine di quanto comunemente offerto. Esiste spesso una distanza tra intenzione dichiarata e comportamento effettivo: affermare di voler investire in modo etico è diverso dal dimostrare, nelle scelte concrete, di essere disposti a sacrificare rendimento atteso o accettare costi aggiuntivi per allineare il portafoglio ai propri valori. Inoltre, i valori sociali sono multidimensionali. Non basta proporre un generico fondo ESG; è necessario comprendere quali aspetti specifici – ambientali, sociali o di governance – siano realmente prioritari per il cliente. Un’offerta standardizzata rischia di non soddisfare pienamente nessuno. La misurazione scientifica delle preferenze consente invece di quantificare il grado di altruismo e la disponibilità ad accettare trade-off concreti tra performance finanziaria e coerenza valoriale.
Particolarmente interessante è l’applicazione di questo approccio alla gestione della coppia. Consigliare due persone con sensibilità diverse richiede una metodologia rigorosa. Profilare ciascun partner separatamente evita influenze reciproche e rende esplicite eventuali divergenze. Successivamente, un modello matematico integra i dati individuali per identificare un punto di equilibrio ottimale. Questo processo non solo migliora la qualità tecnica della strategia, ma favorisce un dialogo più equo e trasparente: entrambi i partner si sentono “visti” e rappresentati, riducendo tensioni latenti che possono emergere nei momenti di stress di mercato.
In questo nuovo scenario, la tecnologia non sostituisce il consulente, ma ne eleva la funzione. Il consulente diventa un fornitore di benessere finanziario, in modo analogo a un medico che utilizza strumenti diagnostici per formulare una terapia adeguata. I dati sulle preferenze rivelate funzionano come una radiografia: permettono di costruire una strategia precisa, coerente non solo con gli obiettivi finanziari ma anche con la sensibilità emotiva del cliente. Uno dei compiti principali del consulente è trasformare l’ambiguità in rischio, cioè rendere ciò che è percepito come ignoto più comprensibile e gestibile attraverso informazione e accompagnamento. L’obiettivo finale non è semplicemente massimizzare il rendimento atteso, ma mantenere il cliente nella propria zona di comfort, riducendo lo stress e rafforzando la fiducia nel lungo periodo.
Come osserva Shahar Kariv, il benessere finanziario sta diventando una componente sempre più rilevante del benessere complessivo. In questa prospettiva, la consulenza patrimoniale non è più un esercizio di classificazione standardizzata, ma un processo scientifico di comprensione profonda della persona, fondato su dati comportamentali e su una personalizzazione autentica.